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La Fondazione Giorgio Gaber nasce nel 2006, proseguendo nell'attivita' svolta dall'omonima Associazione Culturale costituitasi all'indomani della scomparsa dell'artista. Gli obiettivi principali della Fondazione sono la divulgazione e la valorizzazione della figura e dell'opera dell'artista rivolta in particolare alle fasce di pubblico piu' giovane.

'1981'

 

Testo '1981' - 1981/1982

 

Ma la storia lasciò l’uomo 
al numero 1981
e l’uomo come congelato 
non intravedeva il suo destino.

Non era il capolinea
qualcosa doveva accadere
lo suggeriva una fede spontanea 
che non era ancora il tempo di morire.

Il vecchio saggio 
e il bimbo appena nato
guardavano la notte 
dove il caso è in agguato.

E la notte 
lasciava intravedere la notte
col trucco metafisico e scioccante 
che le è proprio 
le cose che riuscivano a stupire 
il bimbo e il vecchio

Come ad esempio su di un cielo eterno 
un grattacielo 
illuminato di pistacchio.

Il vecchio saggio 
e il bimbo tra le braccia della mamma 
di fronte a quella strana meraviglia 
rinnovarono il dilemma

Se quelle cose colorate e straordinarie 
sarebbero col tempo diventate 
se a Dio fosse piaciuto necessarie.

Ma di una cosa siamo certi
che i loro occhi vedevano 
non so se con fiducia o senza scampo
quell’enorme assurdità che è il tempo.

Signore Iddio
non so se faccia bene o faccia male 
assistere ogni tanto
al tuo definitivo e ricorrente funerale.

Questa volta c’era poca gente 
troppo poca gente 
di cardinali e papi non se ne son visti 
del resto i tuoi ministri 
sono troppo effettuali.

A noi piaceva immaginarli 
più metafisici e mentali 
a noi che siamo gli ultimi fedeli.

Ma a scanso di fraintesi 
non faccio il polemista per mestiere
cerco solo di capire
di capire come fa la gente a vivere contenta 
senza la forza vitale di una spinta.

Di capire come fa la gente 
che vive 
senza correr dietro a niente.

E vero sono un po’ anarcoide e pieno di livore
ma in questo mondo troppo sazio 
di analisi brillanti e di torpore
ci sarà pure un po’ di spazio 
per chi si vuole sputtanare

Perché piuttosto che giocare
con le più acute e raffinate astuzie del cervello 
è meglio ricoprirsi di merda fino al collo
e tirar fuori la rabbia spudorata 
di chi è stupido ma crede 
e urla il suo bisogno disperato di una fede.

Perché Dio c’è ancora 
Dio c‘è ancora io insisto 
Dio c’è ancora 
altrimenti io non esisto.

E’ un Dio inconsueto 
che non ha niente di assoluto
è un Dio che non conosce il bene e il male 
figuriamoci il sociale

È un Dio severo che con magica ironia 
ci diede insieme il falso e il vero
è un Dio inventato senza altari né vangeli
ma è l’unica mia spinta in questo mondo di infedeli.

Signore Iddio
non so se faccia bene o faccia male 
assistere ogni tanto
al tuo definitivo e ricorrente funerale.

C’era poca gente appunto troppo poca gente 
e rimpiangevo le piccole sapienze
che ogni trapasso lascia 
e poi non resta niente

E mi veniva in mente 
quando si credeva come dei bambini 
e insieme a tre ragazzi finiti male 
si livellava destini.

Ma come fate ora a vivere e a morire 
senza qualcosa da inseguire 
ma come fate a viver tra la gente 
con l’anima neutrale e indifferente.

E vero si perde un po’ il pudore a riparlare di morale 
però mi fa un po’ schifo saltellare 
dal fanatismo più feroce 
all’abbandono più totale
e praticare nei salotti la tecnica furbastra 
di fare a gara a chi è più a destra.

Confronto a questi ironici infedeli 
senza il minimo spessore 
è molto meglio la mancanza 
più assoluta di pudore

Confronto allo snobismo dei guardoni distaccati e intelligenti 
è molto meglio persino la retorica dei vecchi sentimenti
è molto meglio l’urlo disperato di un coglione 
che muore e che ha bisogno di una nuova religione.

Perché Dio c’è ancora 
Dio c’è ancora io insisto 
Dio c’è ancora 
altrimenti mi annoio e non esisto.

E’ un Dio incostante che non ha mai fermato niente
è un Dio che si rincorre senza scampo è l’immagine del tempo 
è un Dio un po’ strano che ci insegna la follia 
di ribaltare sempre il piano
è un Dio ancestrale che è l’essenza del pensiero
la forza naturale che mi spinge verso il vero.

Signore Iddio
non so se è irriverente o se è normale
dover ricominciare
dal tuo definitivo e ricorrente funerale.

 

Dall'album Anni Affollati - tracce:

 

Anni Affollati 1981/1982

 

PRIMO TEMPO

  1. Anni Affollati
  2. Il Presente (prosa)
  3. Gildo
  4. L'Ultimo Uomo (prosa)
  5. Al Termine Del Mondo
  6. L'Illogica Allegria
  7. La Masturbazione (prosa)
  8. '1981'

 

SECONDO TEMPO

  1. Pressione Bassa
  2. L'Anarchico (prosa)
  3. Il Sosia
  4. Il Dilemma
  5. Il Porcellino (prosa)
  6. Io Se Fossi Dio
  7. Il Futuro (prosa)
  8. L'Attesa 

 

 

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