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La Fondazione Giorgio Gaber nasce nel 2006, proseguendo nell'attivita' svolta dall'omonima Associazione Culturale costituitasi all'indomani della scomparsa dell'artista. Gli obiettivi principali della Fondazione sono la divulgazione e la valorizzazione della figura e dell'opera dell'artista rivolta in particolare alle fasce di pubblico piu' giovane.

Il Dilemma

 

Testo Il Dilemma - 1981/1982

 

In una spiaggia poco serena 
camminavano un uomo e una donna 
e su di loro la vasta ombra di un dilemma
l’uomo era forse più audace 
più stupido e conquistatore 
la donna aveva perdonato non senza dolore
il dilemma era quello di sempre 
un dilemma elementare
se aveva o non aveva senso il loro amore.

In una casa a picco sul mare 
vivevano un uomo e una donna 
e su di loro la vasta ombra di un dilemma
l’uomo è un animale quieto 
se vive nella sua tana 
la donna non si sa se è ingannevole o divina 
il dilemma rappresenta 
l’equilibrio delle forze in campo 
perché l’amore e il litigio sono le forme del nostro tempo.

Il loro amore moriva 
come quello di tutti 
come una cosa normale e ricorrente 
perché morire e far morire 
è un’antica usanza che suole aver la gente.

Lui parlava quasi sempre 
di speranze e di paura 
come l’essenza della sua immagine futura 
e coltivava la sua smania 
e cercava la verità 
lei l’ascoltava in silenzio 
lei forse ce l’aveva già
anche lui curiosamente 
come tutti era nato da un ventre 
ma purtroppo non se lo ricorda o non lo sa.

In un giorno di primavera 
quando lei non lo guardava 
lui rincorse lo sguardo di una fanciulla nuova 
e ancora oggi non si sa 
se era innocente come un animale 
o se era come instupidito dalla vanità 
ma stranamente lei si chiese 
se non fosse un’altra volta il caso 
di amare e di restar fedele al proprio sposo.


Il loro amore moriva 
come quello di tutti 
con le parole che ognuno sa a memoria 
sapevan piangere e soffrire 
ma senza dar la colpa 
all’epoca o alla storia.

Questa voglia di non lasciarsi 
è difficile da giudicare 
non si sa se è cosa vecchia o se fa piacere
ai momenti di abbandono 
alternavano le fatiche 
con la gran tenacia che è propria delle cose antiche.

E questo il succo di questa storia 
per altro senza importanza 
che si potrebbe chiamare appunto resistenza
forse il ricordo di quel Maggio 
gli insegnò anche nel fallire 
il senso del rigore e il culto del coraggio
e rifiutarono decisamente 
la nostra idea di libertà in amore 
a questa scelta non si seppero adattare
non so se dire a questa nostra scelta 
o a questa nostra nuova sorte 
so soltanto che loro si diedero la morte.

Il loro amore moriva 
come quello di tutti
non per una cosa astratta come la famiglia
loro scelsero la morte 
per una cosa vera come la famiglia.

Io ci vorrei vedere più chiaro 
rivisitare il loro percorso 
le coraggiose battaglie che avevano vinto e perso
vorrei riuscire a penetrare 
nel mistero di un uomo e di una donna 
nell’immenso labirinto di quel dilemma.

Forse quel gesto disperato 
potrebbe anche rivelare 
come il segno di qualcosa 
che stiamo per capire.

Il loro amore moriva come quello di tutti 
come una cosa normale e ricorrente 
perché morire e far morire 
è un’antica usanza che suole avere la gente.

 

Presente negli album:

 

Anni Affollati

Anni Affollati 1981/1982

 

Il Teatro Canzone

Il Teatro Canzone 1991/1992

 

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